Archivio Cinema FVG
Tra i monti e il Tagliamento
Perché l’Archivio Cinema
La Cineteca del Friuli nasce con lo scopo di raccogliere, conservare, mostrare i film, dai classici che hanno fatto la storia del cinema fino ai B-movies e alle opere dei cineamatori.
L’impegno speso nello svolgere la propria attività ha fatto sì che nel 2006 la Regione Friuli Venezia Giulia attribuisse alla Cineteca la funzione di polo di riferimento regionale “per le attività di ricerca, raccolta, catalogazione, studio, conservazione e deposito legale del patrimonio filmico del Friuli Venezia Giulia”, sostenendo economicamente la realizzazione dell’Archivio Cinema del Friuli Venezia Giulia. In questo luogo la preservazione del patrimonio cinematografico viene posta in essere in tutte le sue forme: custodendo i film in locali a temperatura e umidità controllate, restaurando le opere più rare e fragili e rendendo nuovamente fruibile il patrimonio anche per mezzo della sua digitalizzazione.
Cosa conserviamo
L’Archivio Cinema custodisce più di 25.000 titoli in pellicola, nei diversi formati, 35mm e 16mm, 8mm e Super8, 9.5mm, 17.5mm e 22mm. Oltre alle collezioni della Cineteca, l’Archivio ospita i materiali della Regione Friuli Venezia Giulia, di altre realtà regionali che si occupano di cinema, della Mediateca della Regione Veneto e film appartenenti a istituzioni pubbliche e private che non dispongono di un luogo dove mantenerli in sicurezza.
Dei titoli conservati 2.600 sono del periodo muto e 3.000 sono non-fiction. Da sempre la Cineteca dà estrema importanza alla ricerca, raccolta e conservazione delle opere dei primi decenni del cinema, che hanno posto le basi del linguaggio cinematografico, e alla salvaguardia dei film legati al territorio regionale, alla sua storia, ai suoi protagonisti.
Dove conserviamo
I tre locali che conservano il patrimonio filmico hanno parametri di temperatura e umidità mantenuti costanti (4°C e 30% di RH) da un apparato a controllo numerico e sono verificati con strumenti di misurazione analogica e digitale. I film sono archiviati in scatole in polipropilene, chimicamente inerte e non propagante, specificamente progettate per la conservazione a lungo termine dei materiali fotochimici. Le pellicole su supporto nitrato si trovano collocate in speciali armadi di sicurezza antideflagrazione e resistenti al fuoco, mentre un sistema di scaffalature compattabili ospita i film su supporto di sicurezza (acetato e poliestere).
Un dispositivo di monitoraggio da remoto permette di gestire in maniera appropriata il buon funzionamento dei depositi.
Il laboratorio analogico
Qui vengono effettuate le operazioni di analisi delle collezioni filmiche e gli interventi di pulizia manuale, ripristino e riparazione dei film. Nel laboratorio trovano spazio quattro tavoli di ispezione, che permettono la verifica delle pellicole in tutti i formati cinematografici, una lavatrice a ultrasuoni, due moviole per la visione di film in 35mm e 16mm e una postazione di riproduzione fotografica e microfotografica, utilizzato per documentare le informazioni presenti sui fotogrammi, le condizioni della pellicola e le colorazioni dei film imbibiti, virati e colorati a mano o a stencil. Completa il laboratorio un impianto di aspirazione che garantisce di lavorare in sicurezza anche in presenza di materiali chimicamente decaduti. Il laboratorio analogico è infine il luogo dedicato alla catalogazione dei film e al loro inserimento in database
Il laboratorio digitale
Allestito nel 2013 è attualmente corredato da due scanner, uno (MWA Vario) concepito per la scansione di pellicole 35mm e 16mm, l’altro (MWA Spinner S), in grado di digitalizzare materiali filmici di qualsiasi formato. Entrambe le apparecchiature sono state progettate per essere in grado di trattare con la massima delicatezza anche materiali in precarie condizioni di conservazione.
Nel laboratorio, accanto ai due scanner, trovano posto quattro postazioni di editing e restauro digitale dove vengono svolte le operazioni di stabilizzazione e deflickering, pulizia digitale delle immagini e della colonna sonora, applicazione e correzione colore, ricostruzione della corretta sequenza di inquadrature e di trasferimento delle opere così ricostruite nei principali formati digitali destinati all’accesso. Completa il laboratorio un sistema SAN per l’archiviazione dei materiali digitali costituito da una library LTO e da un’area di storage basata su HDD.
I fondi filmici
Fondo Attilio Cappai – Attilio Cappai è stato uno dei maggiori collezionisti italiani, nel 2013 un terzo dei film da lui raccolti (circa 400 titoli a 35mm) è stata acquisito dalla Cineteca del Friuli.
Fondo Hunsrück – Il fondo è costituito da 621 copie a 35mm di film italiani destinati alla fruizione dei circoli degli emigranti italiani in Germania negli anni ’50-’70.
Fondo Italian Club – Le 318 copie positive a 35mm che compongono il fondo provengono dall’Italian Club attivo fra gli emigranti italiani di Città del Capo fra gli anni Sessanta e Settanta.
Fondo Miselli-Predieri – Le 181 copie a 35mm e a 16mm che compongono il fondo sono la collezione personale di Gastone Predieri, l’artefice dell’archivio di cinema sovietico più importante in Europa, che lascia in eredità agli amici fraterni Angela e Brenno Miselli e che questi nel 2008 donano alla Cineteca.
Fondo Regione Friuli Venezia Giulia – Il fondo della Regione FVG comprende circa 4000 copie a 35mm e a 16mm. Fra queste si segnalano i 2370 titoli dell’industria triestina Stock; i 251 documentari del Centro Produzioni Televisive della Regione Friuli Venezia Giulia negli anni 60 e 70; l’archivio Tullio Mainardi; 165 film di propaganda della DC e del PCI; il fondo Asci-Scout di Muggia.
Fondo Swank Collection – Il fondo, entrato nelle collezioni della Cineteca nel 2004, è costituito da quasi 700 titoli tutti a 16mm di film “classici” americani Warner e MGM dagli anni ’30 ai ’70 (con alcune incursioni negli ’80).
Le collezioni filmiche
Collezione cinema muto – La collezione è composta da oltre 2.000 titoli, 700 dei quali presenti anche su supporto nitrato. Si segnalano i “dal vero”, i cartoni animati delle origini, i film dei comici, la grande stagione del muto italiano.
Collezione Grande Guerra – Sono oltre 50 le opere della collezione, distinte in tre gruppi: film sulla guerra di Libia (1911-1912), anticipatrice della Prima Guerra Mondiale, documentari di guerra, realizzati fra 1914 e 1918 perlopiù dal Regio Esercito, documentari post bellici.
Collezione terremoto – Appartengono alla collezione tutte quelle opere – reportage giornalistici, documentari, film amatoriali – che testimoniano la tragedia che ha colpito il Friuli nel 1976 e che la Cineteca ha raccolto fin dalla sua fondazione. Fanno inoltre parte della collezione anche le opere che documentano il terremoto che distrusse Messina e Reggio Calabria nel 1908.
Collezione Cineamatori – Fanno parte della collezione i film realizzati dagli animatori del Cineclub Udine, come Guido Galanti, Walter Faglioni, Antonio Seguini, Annedi Delli Zotti, di coloro che, con la loro cinepresa amatoriale o semi-professionale hanno documentato eventi, usi, costumi locali, alcuni film di famiglia.
accesso aLL’ARCHIVIO E AI materiali filmici
L’accesso all’Archivio Cinema e al patrimonio filmico in esso conservato può avvenire inviando un’e-mail a: archiviocinema@cinetecadelfriuli.org
L’accesso al patrimonio è previsto nelle forme di prestito e consultazione. Il prestito è ammesso per eventi pubblici e per le sole opere in formato 35mm e DCP.
Il prestito è oneroso nella misura stabilita dal tariffario in vigore al momento della richiesta, eccezione fatta per:
- le Cineteche appartenenti alla FIAF (Federation International des Archives du Film);
- gli studiosi e le organizzazioni che collaborano con la Cineteca del Friuli nella realizzazione di festival, rassegne, manifestazioni a carattere culturale o in ricerche di storia del cinema.
La consultazione è ammessa esclusivamente per ragioni di studio o ricerca ed è prevista nelle forme di consultazione a distanza di materiali già digitalizzati e consultazione sul posto con la supervisione del personale addetto.
La consultazione è gratuita.
La richiesta di consultazione da remoto di materiali in pellicola presenti in archivio e non ancora digitalizzati viene valutata di volta in volta.