GEMONA ANNO ZERO

Titolo copia:
GEMONA ANNO ZERO
Regia:
Calligaris, Rino
Paese di produzione:
Italia / Italy
Anno:
1976
Formato:
Super8
Supporto:
Acetato / Cellulose Acetate
Generazione:
Positivo / Positive
Sonoro:
Sonoro / Sound
Colore:
Colore / Color
Metraggio:
607 m
Lingua copia:
Italiano / Italian
Parole chiave temi:
terremoto in Friuli; elicottero; riprese aeree; macerie; vigili del fuoco; militari; messa; soldati tedeschi; affreschi
Parole chiave persone:
Don Rino Calligaris
Parole chiave luoghi:
Friuli (Italia); Gemona (Italia); via Dante (Gemona, Italia); via di Prampero (Gemona, Italia); via San Giovanni (Gemona, Italia); castello (Gemona, Italia); località Godo (Gemona, Italia); Santuario di S. Antonio (Gemona, Italia); ospedale (Gemona, Italia); Ospedaletto (Gemona, Italia); fiume Tagliamento (Gemona, Italia); Osoppo (Italia); Braulins (Trasaghis, Italia); via Sottocastello (Gemona, Italia); via Trasaghis (Gemona, Italia); cimitero (Gemona, Italia); frazione Piovega (Gemona, Italia); monte Glemine (Gemona, Italia); chiesa di Campolessi (Gemona, Italia); piazza del Municipio (Gemona, Italia); via Bini (Gemona, Italia); duomo di Santa Maria Assunta (Gemona, Italia); palazzo Gurisatti (Gemona, Italia); via XX Settembre (Gemona, Italia); chiesa di S. Rocco (Gemona, Italia); via Cella (Gemona, Italia); convento S. Maria degli angeli (Gemona, Italia); via della Stua (Gemona, Italia); via Caneva (Gemona, Italia); chiesa della Madonna delle Grazie (Gemona, Italia); piazza Garibaldi (Gemona, Italia); via Patriarca (Gemona, Italia); chiesa di Fossale (Gemona, Italia); via dei Conti (Gemona, Italia); chiesa di S. Giovanni (Gemona, Italia); via Sottocolle (Gemona, Italia); via Riviera (Gemona, Italia); chiesa di S. Lucia in Piovega (Gemona, Italia); monte Cjampon (Gemona, Italia); via della Roggia (Gemona, Italia); via S. Valentino (Gemona, Italia); chiesa di S. Valentino (Gemona, Italia); via Godo (Gemona, Italia); via Sacra (Gemona, Italia); borgo Gois (Gemona, Italia); scuole degli Stimmatini (Gemona, Italia); cinema Glemonensis (Gemona, Italia); case “Fanfani” (Gemona, Italia); cinema Sociale (Gemona, Italia); chiesa di S. Anna (Gemona, Italia); S. Agnese in Monte (Gemona, Italia); chiesa di Loreto (Gemona, Italia); via Roma (Gemona, Italia); via Osoppo (Gemona, Italia); via Piovega (Gemona, Italia); via Properzia (Gemona, Italia); località Maniaglia (Gemona, Italia); chiesa della Madonna della Salute (Gemona, Italia); via Gleseute (Gemona, Italia); chiesa della Madonna della Pace (Gemona, Italia); via Stalis (Gemona, Italia); via Zuccola (Gemona, Italia); porta Udine (Gemona, Italia); via Cavour (Gemona, Italia); palazzo Gropplero (Gemona, Italia); via Liruti (Gemona, Italia); via San Rocco (Gemona, Italia); palazzo Simonetti (Gemona, Italia); palazzo di Prampero (Gemona, Italia); collegio degli Stimmatini (Gemona, Italia)
Collezione:
Terremoto

“Gemona anno zero. Primo tempo”
Il primo cartello recita: “Gemona, 6 maggio 1976” e le immagini dall’alto ci mostrano la devastazione che il terremoto ha provocato. L’elicottero sorvola Gemona, il commento indica i luoghi: Via Dante, Via di Prampero, via san Giovanni, il castello, località Godo, S. Antonio, l’ospedale, la zona di Ospedaletto e il fiume Tagliamento, l’elicottero arriva poi a Osoppo e a Braulins, dove una vasta frana ha colpito il paese, e quindi torna a Gemona e ancora il commento segnala via di Prampero, via Sottocastello, Godo, la Manifattura, via Trasaghis, il cimitero, il convento di S. Antonio, le scuole elementari, il duomo, la località di Piovega, il Monte Glemine, il castello, la chiesa di Piovega, la chiesa di Campolessi. L’elicottero atterra e scendono il pilota, dei militari e Don Rino Calligaris. Il filmato ci conduce dentro Gemona e le immagini riprendono piazza del Municipio, via Bini, il duomo, il campanile, gli interni del duomo devastato, uomini al lavoro per salvarne il tesoro, la torre del castello completamente devastata, casa Gurisatti. 30 maggio 1976: in duomo Don Rino celebra la messa in presenza dei soldati tedeschi accorsi in aiuto alle popolazioni. Dopo la messa panoramiche sulla città e sul duomo chiudono il filmato.
Rullo 2: 32’
Il primo cartello recita: “Gemona, 6 maggio 1976”
“Gemona anno zero. Secondo tempo”
Dalla torre del castello distrutta dal sisma la macchina da presa procede per le vie cittadine. Il commento elenca i luoghi che le immagini mostrano, ovunque è distruzione: via XX Settembre, la chiesa di S. Rocco fra cumuli di detriti, via Cella, convento delle suore francescane, via della Stua, via Caneva, Madonna delle Grazie, piazza Garibaldi, via Patriarca, chiesa di Fossale, via dei Conti, la Canonica, il duomo, via S. Giovanni, chiesa di S. Giovanni, piazza del Municipio, via Sottocolle, via Sottocastello e via Riviera viste dall’alto, chiesa di S. Lucia in Piovega , la sua demolizione, immagini del Monte Cjampon, via della Roggia, via S. Valentino, chiesa di S. Valentino, via Sottocastello, via Godo, rasa al suolo, via di Prampero, la Via sacra che conduce al cimitero dove ci sono 400 nuove croci, borgo Gois, via Dante, le scuole degli Stimmatini, il cinema Glemonensis, case “Fanfani”, via S. Giovanni, Via Cella, chiudono il filmato le immagini del duomo e della torre del castello.
Rullo 3: 34’
Titolo, “Gemona anno zero. Terzo tempo”.
Il primo cartello recita: “Gemona, 6 maggio 1976”
Dalla torre del castello distrutta dal sisma la macchina da presa ci conduce alla salita del castello, distrutta e piena di detriti, quindi indugia nuovamente sulla torre e sul duomo, distrutto e ripreso dall’alto del castello. Il Glemine domina sopra il duomo, quindi dall’alto del castello è ripresa intera Gemona, rasa al suolo. Il commento indica i luoghi che, dall’altura del castello, vengono ripresi: gli Stimmatini, S. Antonio, convento delle suore francescane, cinema Sociale, la Manifattura, chiesa di S. Lucia, Godo, Sottocolle, via Riviera, S. Anna. Le immagini mostrano quindi Don Rino che, insieme a vigili del fuoco e guardia di finanza, sale su un elicottero per compiere azioni di salvataggio del patrimonio artistico presente nelle chiese. Le azioni nelle chiese sono intervallate da immagini dall’alto di Gemona. Il primo atterraggio avviene a S. Agnese in Monte, da lì estraggono alcune statue e un dipinto che portano in salvo. Anche il convento e il santuario di S. Antonio sono molto danneggiati, portata in salvo una statua del santo con bambino in braccio. La macchina da presa mostra poi le rovine della chiesa di Loreto, quindi le macerie in Via Roma e in Via Osoppo, la distruzione della Manifattura e i crolli in Via Piovega, in via Properzia, in via Sottocastello, in Via Riviera. La ripresa indugia sulla chiesa di S. Anna, completamente rasa al suolo. Le riprese si spostano quindi a Maniaglia, dove tutto è macerie e distruzione. La chiesa della Madonna della Salute è un grande cumulo di macerie, così come cumuli di macerie sono in via Gleseute la chiesa della Madonna della Pace, in via Stalis, in Via Zuccola. Il campanile del duomo e la torre del castello sono rasi quasi completamente al suolo. Chiudono il filmato le immagini del duomo e del Monte Glemine.
Rullo 4: 35’
Titolo, “Gemona anno zero. Quarto tempo”
Il primo cartello recita: “Gemona, 11-15 settembre 1976”. Mentre la voce narra che tre successive scosse fra 11 e 15 settembre 1976 hanno raso al suolo Gemona, la macchina da presa riprende il duomo, estremamente danneggiato, sia in facciata che internamente. La ripresa si sposta sulla piazza antistante il duomo, dove affaccia casa Gurisatti, che è devastata, e si sposta su Porta Udine, sotto la quale si accumulano le pietre cadute dal duomo e dagli edifici limitrofi. La macchina da presa si muove ad illustrare la distruzione e riprende il retro del duomo, Via Bini, Piazza del Municipio, la salita al castello, la città, distrutta, dall’alto, Via San Giovanni, Via Cavour, Palazzo Gropplero, il Monte Glemine che domina su tutte le rovine, nuovamente Via san Giovanni, via XX Settembre, chiesa di S. Maria del Fossale, via dei Conti, via Patriarca, piazza Garibaldi, via Liruti, chiesa della Madonna delle Grazie, via Caneva, via San Rocco, la torre del castello, Palazzo Simonetti, banca popolare, chiesa di S. Giovanni, chiesa di S. Rocco, Palazzo di Prampero e via Cella, via di Prampero, via XX Settembre, piazza del Ferro, Collegio degli Stimmatini, Santuario S. Antonio. Fra le macerie sono posate le campane del duomo che sono state messe in sicurezza. Ruspe lavorano per tentare di salvare il duomo e le opere che conserva. La caduta degli stucchi ha fatto riaffiorare e riscoprire antichi affreschi. Si lavora per consolidare le colonne pericolanti. Chiudono il filmato le immagini di croci sopra le macerie a ricordare gli oltre 400 morti che la tragedia ha provocato.