FRIULI: LUOGHI STORIA GENTI
- Titolo copia:
- FRIULI, LUOGHI, STORIA, GENTI
- Regia:
- Vendramin, Gianenrico; Ferli, Dario
- Produzione:
- G.E.V. di Gianenrico Vendramin
- Paese di produzione:
- Italia / Italy
- Anno:
- 1979
- Formato:
- 16mm
- Supporto:
- Acetato / Cellulose Acetate
- Generazione:
- Positivo / Positive
- Sonoro:
- Sonoro / Sound
- Colore:
- Colore / Color
- Lingua copia:
- Italiano / Italian
- Parole chiave temi:
- terremoto in Friuli; storia; tradizioni; abitazioni tipiche; fogolar; danze; canti; bagnanti; fienagione; aratura; costumi tipici friulani; pignarul; vigili del fuoco; militari; macerie; ruspe; posti di primo soccorso; salme; villette prefabbricate; scuole prefabbricate; tombe; profughi; corriere; fabbrica; fiume Tagliamento; Snaidero; Italcantieri;
- Parole chiave luoghi:
- Friuli (Italia); rovine romane (Aquileia, Italia); Basilica di Sant'Eufemia (Grado, Italia); Chiesa di Santa Maria delle Grazie (Grado, Italia); Cividale (Italia); piazza Libertà (Udine, Italia); castello (Udine, Italia); Casa della Contadinanza (Udine, Italia); castello (Gorizia, Italia); Duomo di Santa Maria Assunta (Gemona, Italia); castello (Gemona, Italia); chiesa di San Rocco (Gemona, Italia); Manifatture (Gemona, Italia); Venzone (Italia); Ponte Ledra (San Daniele del Friuli, Italia); mura (Palmanova, Italia); porte (Palmanova, Italia); strada panoramica (Trieste, Italia); Villa Manin (Passariano, Italia); Sacrario (Redipuglia, Italia); Corso Vittorio Emanuele II (Pordenone, Italia); Duomo Concattedrale di San Marco (Pordenone, Italia); municipio (Pordenone, Italia); stabilimenti Rex (Pordenone, Italia); spiaggia (LIgnano, Italia); Buja (Italia); Cantina Sociale (Casarsa della Delizia, Italia);
- Collezione:
- Terremoto
Il commento di Luigi Manfrin che anticipa i titoli di apertura e’ accompagnato da particolari delle sculture della facciata del duomo di Gemona.
Seguono immagini di campanili che cedono a causa delle scosse del 6 maggio 1976. Una carta geografica, immagini aeree e panoramiche illustrano le caratteristiche fisico-geografiche, architettoniche e culturali della regione. Una seconda carta geografica coadiuva nella spiegazione delle cause che provocano i terremoti e illustra il motivo per cui il Friuli Venezia Giulia e’ cosi’ colpito.
La zolla africana e quella euroasiatica si incontrano nella zona dell’alto Tagliamento con epicentro Tolmezzo, dove avviene un terremoto dell’ottavo grado della scala Mercalli ogni cinquant’anni. Mentre il commento ripercorre i terremoti storici a partire dal 1117 (1348, 1511, 1788, 1889, giugno e ottobre, 1928) scorrono immagini di macerie e danni ad affreschi e case. Quindi viene ripercorsa la storia del Friuli e il racconto e’ accompagnato dalle immagini di Aquileia e delle rovine di quella citta’ che fu la quarta per importanza dell’impero romano, della laguna e di Grado (chiese di Santa Eufemia e Santa Maria delle Grazie), di Cividale (citta’ longobarda), di Udine (Piazza Liberta’, castello, Casa della contadinanza), di Gorizia (castello). Il racconto si trasferisce quindi a Gemona (duomo e particolari delle sue sculture), a Palmanova (mura, porte), a Trieste (vedute dalla strada panoramica verso il mare), a Passariano (Villa Manin), al Sacrario Redipuglia, a Pordenone (Corso vittorio, duomo, municipio, e poi stabilimenti Rex). Si giunge quindi a Lignano (spiaggia, bagnanti).
La narrazione analizza la situazione economica della regione, terra povera e di emigrazione almeno dal 1500. Vengono mostrati i lavori tradizionali (fienagione, aratura con carro trainato da animali), i costumi tipici friulani, i canti, le danze e le tradizioni, come quella del “pignarul”. Si passa poi ad analizzare il presente industriale, che ha permesso a molti emigranti di rimpatriare. Inquadrate la fabbrica Snaidero, Italcantieri, e quindi le produzioni agricole e vinicole, tanto ricche da eguagliare quelle della Lombardia (immagini della Cantina Sociale di Casarsa). Riprese dall’alto del Tagliamento e delle campagne e dei paesi intorno e quindi di vigili del fuoco e militari che portano aiuto a persone e luoghi colpiti dall’”Orcolat”; macerie e aiuti. Riprese aeree di Venzone e dintorni terremotati. Ponte Ledra e strada sventrata, persone che scavano fra le macerie, ruspe che spostano detriti. Posti di primo soccorso organizzati in tende, a Gemona salme estratte dalle macerie. Oltre alle case il terremoto ha distrutto chiese e opere d’arte (castello di Gemona, chiesa di San Rocco a Gemona, centro storico) e fabbriche (Le Manifatture a Gemona). Immagini di Venzone corredano l’ intervista all’architetto Dino Angeli sulla possibile ricostruzione della citta’. Buja e le sue macerie e villette e scuole prefabbricate, sorte qui prima che altrove. Immagini di tombe, quindi di profughi che salgono su corriere per centri costieri di Grado, Lignano, Bibione e Jesolo. Chiudono il racconto immagini di macerie e di gente operosa.