Martedì 21 luglio, ore 17.40, al Kinemax di Gorizia
Raccogliere, salvaguardare e diffondere le immagini in movimento che raccontano il terremoto del Friuli insieme a quelle che testimoniano l’identità del territorio prima della devastazione è uno dei compiti che si è data da subito la Cineteca del Friuli, nata nel febbraio 1977, pochi mesi dopo il sisma. Dei tanti materiali raccolti nel corso dei decenni e ora tutti digitalizzati, martedì 21 luglio alle 17.40 al Kinemax di Gorizia, nell’ambito del Premio “Sergio Amidei” si vedranno tre documenti – “Gemona” di Antonio Antonelli, “Antologia Pierino Goi, aprile 1976 – aprile 1977”e “Friuli un anno dopo” di Giulio Mauri – che raccontano il Friuli e Gemona prima e dopo il terremoto del 1976 e rare immagini del sisma che aveva colpito il Friuli nel 1928. La proiezione sarà anticipata dall’introduzione di Elena Beltrami, conservatrice delle collezioni filmiche della Cineteca.
All’inizio degli anni ’50, il cineamatore Antonio Antonelli seppe raccontare in “Gemona” una città ancora intatta, serena, ricca di arte e panorami, di laboriosità, tradizioni e vita. Un’atmosfera gioiosa si respira anche nelle prime riprese del cineamatore gemonese Pierino Goi, che nella primavera del 1976 filma la famiglia, gli amici, la casa e il borgo in cui vive. Non sa che sono immagini destinate a diventare presto memoria di un “prima”. Il “dopo” Goi comincia a documentarlo fin dalla mattina del 7 maggio, mostrando lo shock e la distruzione. Nei mesi successivi testimonierà lo sgombero delle macerie, le demolizioni e i nuovi crolli causati dalle scosse dell’11 e del 15 settembre. Raccolte in nove filmati Super8, queste immagini sono state donate nel 2025 dall’autore alla Cineteca, che ne ha curato la scansione e il montaggio, invitando poi lo stesso Goi a raccontarle e commentarle. La ricostruzione divenuta “modello” per un intero Paese è illustrata invece dal documentarista triestino Giulio Mauri in “Friuli un anno dopo”, scritto insieme a Valeria Bombaci.
Il programma al Kinemax si chiude con “Il Terremoto in Carnia. Marzo 1928”, girato in 9,5mm, che a distanza di quasi un secolo ci mostra le uniche immagini in movimento di quella tragedia.
L’“Antologia”, come le immagini mute del 1928 e della Gemona di Antonelli, sono accompagnate dai suoni elettroacustici del sound artist ranter’s bay.
Gemona, 20 luglio 2026
La Cineteca del Friuli – Ufficio stampa
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